Eccellenza, gusto e solidarietà. La pizza, simbolo di condivisione e convivialità, diventa uno strumento benefico concreto con “Se lievita è vero Amore”, il nuovo progetto ideato, progettato e realizzato da Carbot Communication, che coinvolge più di 10 pizzerie italiane d’eccellenza in un percorso solidale d’ampio respiro.
Tra i professionisti che hanno scelto di sostenere questa iniziativa c’è Antonio Tancredi, pizzaiolo della Pizzeria Diametro 3.0, realtà che negli ultimi anni si è distinta per ricerca sugli impasti, qualità delle materie prime e una visione moderna della pizza. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare la sua storia, la filosofia del suo lavoro e il significato del suo sostegno a questo progetto solidale.
D: Antonio, partiamo da te. Come nasce la tua passione per la pizza?
R: C’è chi nasce figlio d’arte e chi l’arte la impara come me che non nasco in una famiglia di pizzaioli ma fin da giovane ho deciso di fare della pizza la mia passione ed il mio lavoro. Con il tempo poi ho capito che non era solo un lavoro, ma un vero linguaggio con cui esprimere creatività e rispetto per le materie prime.
D: La tua pizzeria, Diametro 3.0 a Casoria, è conosciuta per ricerca e qualità. Qual è la filosofia che porti avanti ogni giorno?
R: Rispondo al plurale perché do’ molta importanza al legame con tutto il mio team: il nostro obiettivo è unire tradizione e innovazione. Cerchiamo sempre di offrire un prodotto diverso. Si abusa spesso del termine innovazione, per noi la parola più appropriata è “dimensione”. Per l’impasto prediligiamo una miscela di farine semi integrali, ma tendiamo a cambiare frequentemente nei mesi con l’obiettivo di dare alla pizza sempre il massimo della digeribilità. Anche per le materie prime ci piace variare per migliorare senza mai tralasciare la tradizione e le nostre origini. Negli anni siamo andati a scovare fornitori anche nei meandri più nascosti alla ricerca di autenticità, perché con un pizzo di autenticità è tutto più buono.
D: Parliamo del progetto benefico “Se lievita è vero amore”. Come sei entrato in questo progetto?
R: Quando mi è stato proposto di partecipare non ho avuto dubbi. È un progetto che unisce solidarietà e passione per l’arte bianca. L’idea di poter aiutare gli altri attraverso il nostro lavoro è qualcosa di estremamente potente.
D: Cosa rappresenta per te questo progetto?
R: Rappresenta la dimostrazione che il mondo della pizza non è solo competizione, ma anche comunità. Quando i pizzaioli si uniscono per una causa benefica si crea qualcosa di speciale: un impasto fatto di generosità, condivisione e responsabilità sociale.
D: Secondo te qual è il valore più importante di iniziative come questa?
R: Il valore più grande è la consapevolezza. Eventi e progetti solidali ricordano che il nostro lavoro può avere un impatto reale sulle persone. Anche un gesto semplice, come preparare una pizza, può diventare uno strumento per fare del bene. In fondo, proprio come un buon impasto che cresce lentamente, anche la solidarietà ha bisogno di tempo, dedizione e soprattutto amore. E quando questi ingredienti si uniscono, il risultato può davvero fare la differenza.












